" Muo e la vergine cinese" ovvero Un altro libro con il titolo tradotto male.
Il romanzo, che ho testé finito di leggere, è dell' autore cinese ma ormai francesizzato Dai Sijie, che probabilemente conoscete già per " Balzac e la Piccola Sarta cinese".
Ecco a me questa cosa che ci devono mettere per forza l' aggettivo "cinese" nel titolo, nelle traduzioni italiane, sembra estremamente provinciale, come un modo per dire " Ehi, guardate, questo tale CINESE scrive cose CINESI su personaggi CINESI, che altro potrebbe fare un CINESE" . Magari sono io che interpreto male, però "Piccole donne" mica si chiama "Piccole donne AMERICANE" , e "Tre metri sopra il cielo" non è "Tre metri sopra il cielo ITALIANO"!!!!
Lasciando da parte futili plemiche passiamo a cosa ne penso io del LIBRO.
Allora: Muo è un personaggio assolutamente adorabile, con i suoi occhialoni a fondo di bottiglia con le stanghette deformate, la sua fede incrollabile nella psicanalisi, il suo amor cortese per Vulcano della Vecchia Luna, la bella compagna di scuola di vent' anni prima.
Muo è un quarantenne che preserva la verginità per il suo amore, e cerca di procacciare nel frattempo una vergine per corrompere il perverso giudice Di, da cui dipende la scarcerazione della sua amata.
Come nella tradizione cavalleresca, di cui questo libro riprende giocosamente alcuni "topoi" le gesta di Muo sono molteplici, e molteplici gli impedimenti e i colpi di scena, in un romanzo di viaggio/formazione che ricorda i grandi classici della tradizione cinese, come ad esempio il celeberrimo e monumentale "Viaggio in Occidente".
Muo però è un cavaliere sprovveduto, ingenuo, sfigato, bruttino, pavido, un Sancho Panza che per amore si trasforma in Don Chisciotte, e le sue avventure sono esilaranti e rocambolesche, anche se conservano, nella descrizione istantanea e lapidaria della Cina dei nostri giorni, un fondo di tristezza.
Quindi, conclusione, il libro mi è piaciuto moltissimo, molto di più del più celebre " Balzac e la piccola sarta cinese", e ve lo consiglio assolutamente.
Quello che amo di questo autore, e di questo libro, è il modo in cui vengono metabolizzati i topoi della cultura occidentale, assimilati e reimpastati con il retaggio culturale cinese, in un confronto di mentalità che è attuale e stimolante.






